La pianta del ficodindia ha origine Nord-Americana, e vine importata e introdotta in Sicilia, alle pendici dell’Etna poiche resisente a suoli aridi e impervi.
La pianta non presenta un fusto principale, ma è formata da piu “foglie” carnose che si sviluppano in altezza e alla cui cima si presenta il frutto, di forma ovale e spinosa; una caratteristica particolare della pianta è la sua “auto”-difesa da parassiti, che permette ai produttori di non utilizzare antiparassitari.

Le zone di produzione del ficodindia sono alle pendici dell’Etna, nella provincia di Catania e teniamo a citare i territori di Belpasso, Paternò, Santa Maria di Licodia, Adrano, Biancavilla e San Cono; né vengono coltivate verietà differenti e le più diffuse sono:

  • Sulfarina, con polpa gialla;
  • Sanguigna, con polpa rossa;
  • Muscaredda e Sciannina, con polpa bianca.

Le tecniche e i tempi di raccolta prevedono un “trattametento”, generalmente nei mesi di Maggio e Giugno, in dialetto detto scuzzulatura, in cui la pianta di ficodindia viene privata dei frutti primizi e viene stimolata alla seconda fioritura, che fornirà frutti più grandi e succosi dal mese di Settembre, detti i fiorioni.

Dal 2003 il consorzio per la valorizzazione e la tutela del ficodindia dell’Etna DOP, si occupa della salvaguardia del prodotto tipico siciliano per garantirne qualità e autenticità.